Finalmente, dopo sette anni di richieste, la panchina rossa è sul suolo pubblico di Villa Santa Maria, in largo San Francesco Caracciolo, accanto al Polo museale. Fuori soffia un vento fortissimo che solleva i ricordi come il mare di questa mattina solleva i cavalloni.

Provo a scrivere un breve articolo sulla panchina rossa che finalmente è stata installata su suolo pubblico a Villa Santa Maria, in largo San Francesco Caracciolo, accanto al Polo museale, dopo ben sette anni di richieste. Mentre sono intento a scrivere, un vento fortissimo echeggia là fuori e solleva i miei ricordi, proprio come il mare di questa mattina quando si ingrossa e trasforma le susseguenti onde in cavalloni.

Nella mia storia politica ho condotto diverse battaglie, a volte al fianco di Tiziana, altre insieme a Rifondazione Comunista. Lo giuro, non avrei mai pensato di dover lottare così tanto per un simbolo che, al contrario, avrebbe dovuto essere abbracciato da tutti immediatamente dopo la prima richiesta formale presentata alle istituzioni.

Ora, senza voler entrare in discussioni o dietrologie, la cosa che più mi ha ferito è che una persona abbia letteralmente interrotto ogni tipo di contatto con me, semplicemente perché, con ogni probabilità, non ho detto di no a certe prese di posizione. Io la stimo e la stimerò sempre, ma lei sa bene che non amo gli indottrinamenti; sa perfettamente quanto io sia agnostico e, forse, ultimamente addirittura ateo. Rispetto profondamente le decisioni altrui e, al di là di tutto, in questa vicenda io sono stato soltanto il portavoce del comitato spontaneo delle donne.

Ieri sera, dopo essere andato a salutare Tiziana, l'ho abbracciata idealmente regalandole un mazzo di fiori che mi era stato affidato per lei dalla maestra Pina Teti e da Francesca. Chiudo questo articolo ringraziando davvero tutti, nessuno escluso, compresi coloro che non hanno potuto partecipare per motivi di lavoro o per la troppa lontananza. La mia volontà, che è poi la nostra volontà, non è mai stata quella di strumentalizzare questo simbolo.

Spero che Patrizia e Tiziana possano essere felici, anche se non hanno avuto la fortuna di vedere la panchina finalmente installata sul suolo pubblico.

«Mauro, metto la birra in freezer.»
«Sì, grazie — ho una gran sete.»

Prima di tornare a casa, mi sono seduto per un momento su una panchina accanto alla casa canonica. Il parroco allora si è affacciato alla porta e mi ha detto quelle parole. Poco dopo abbiamo brindato insieme, poi l'ho salutato e mi sono incamminato verso casa, accompagnato da mille pensieri e da una solitudine che, piano piano, mi invade.

Mauro Carbonetta
Portavoce · Comitato spontaneo delle donne
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