Mercurio Carbonetta in divisa del Regio Esercito – Studio Mazzoni, Roma
Mercurio Carbonetta · Regio Esercito · Studio fotografico “Mazzoni”, Roma
Memoria & Radici · Abruzzo

Un filo invisibile tra memoria e cuore

Un ritratto ritrovato del nonno Mercurio Carbonetta, nato a Perano nel 1905, nella fiera divisa del Regio Esercito. Un omaggio alle radici abruzzesi e agli affetti che il tempo non potrà mai scalfire.

Oggi mi sono lasciato avvolgere da una nostalgia sottile, una di quelle sensazioni in cui la solitudine si mescola dolcemente ai ricordi, spingendomi a cercare le mie radici. Proprio in questo stato d’animo, il destino ha voluto che ritrovassi un tesoro: un ritratto di mio nonno, Mercurio Carbonetta.

Pochi giorni fa ricordavo con profondo affetto mia nonna, e ritrovare lui oggi sembra quasi un modo per farli ricongiungere.

Nato a Perano nel 1905, in questo scatto vediamo il nonno giovanissimo, poco più che ventenne, con la fiera divisa del Regio Esercito. Erano anni di grandi cambiamenti e profondi sacrifici: la leva militare durava allora ben 18 mesi, un tempo che sembrava infinito lontano dagli affetti abruzzesi.

In quell’epoca, il servizio militare era considerato un passaggio fondamentale per diventare adulti (“farsi uomo”), e per molti giovani di piccoli paesi come Perano rappresentava il primo vero contatto con la realtà nazionale e le grandi città.

Prestò servizio a Verona, probabilmente tra le mura delle storiche caserme “G.B. Rossi” o “Carlo Ederle”, centri nevralgici della fanteria dell’epoca. Questa foto, però, reca la prestigiosa firma dello studio fotografico “Mazzoni” di Roma: testimonianza di un passaggio nella Capitale per una parata o un servizio d’onore. Un momento solenne che Mercurio volle immortalare per inviare a casa una prova del suo valore.

Nella vita civile amava e lavorava la pietra; un’arte nobile e faticosa nella quale, forse, ho ritrovato una parte di me stesso.

Il nonno ci ha lasciati troppo presto, a soli 65 anni. Di lui conservo solo alcuni flash, piccoli frammenti di memoria, ma il suo esempio di dignità è rimasto impresso indelebilmente nella nostra storia di famiglia.

Li immagino ora come stelle che vegliano su di noi, uniti ai miei genitori, ai miei nonni materni e a Tiziana, la mia lampara e il battito costante del mio cuore, in quell’abbraccio eterno che il tempo non potrà mai scalfire.

Un omaggio a te, nonno Mercurio, e alla nonna, custodi per sempre del mio cammino.

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