Nonna Amalia Di Sciullo seduta su una sedia, fotografia d'epoca
Amalia Di Sciullo · Villa Santa Maria, Abruzzo
Memoria & Radici · Villa Santa Maria

Un momento anche per te

Un ricordo di nonna Amalia Di Sciullo: la donna del cesto sul capo, delle margherite di campo, dell’amore silenzioso che ancora viaggia di mano in mano, di cuore in cuore.

Ho ritrovato una fotografia di mia nonna Amalia Di Sciullo, madre di mio padre Francesco e degli zii Guido e Vera. Sua madre era una Sabatini, cognomi radicati a Villa Santa Maria. Era una donna semplice, dalla dolcezza infinita e da una forza quieta.

Sposò Mercurio, un nome che porta l’eco del messaggero celeste. Lui, messaggero terreno, coltivava la terra in contrada Selva Piane, a sette chilometri dal paese. Lei, la donnina che vedete nella foto, preparava il pranzo e iniziava il suo cammino a piedi, due volte al giorno. Portava il cesto, pesante, in perfetto equilibrio sul capo, per raggiungerlo nei campi.

Ciò che custodisco nel cuore, però, è un altro gesto, visto attraverso gli occhi del bambino piccolo che ero. Il sabato e la domenica, come un rito sacro e atteso, lei si chinava verso di me. Era un’amante dei fiori; li coglieva ovunque: lungo il sentiero per i campi, ma anche nel prato sotto casa. Nella mia manina, accanto alla monetina, deponeva con cura il suo piccolo tesoro: un mazzo di fiori di campo. Soprattutto, margherite.

Ora comprendo che l’amore più vero non risiede soltanto nella fatica di quel cesto pesante, ma accanto ad essa, nella costanza silenziosa di un gesto puro, compiuto per il solo dono della bellezza.

Era il suo modo di abitare il mondo: ovunque scorgeva un fiore da ammirare e da regalare. Nell’umiltà di quei fiori colti apposta per me. Le rose potevano essere i suoi colori, ma le margherite, umili e tenaci, sono diventate per sempre i nostri. Sono il ricordo incarnato di una dolcezza che si chinava dopo essersi caricata, offerta senza clamore, e che ancora inebria il mio cuore con il linguaggio semplice dei petali bianchi e di un cuore giallo, donati a un bambino per insegnargli che la bellezza è sempre a portata di mano e chiede solo di essere condivisa.

Coloro che lasciano questa terra non si disperdono nel vento, ma alimentano per sempre il nostro modo di accarezzare il mondo, perché ogni gesto d’amore che ripetiamo porta la loro firma, e ogni margherita che raccogliamo è un saluto che ci giunge dal profondo del tempo.

Ed è per questo che, ancora oggi, ogni volta che una bambina mi porge un mazzo di margherite di campo, le mie mani le affidano a Tiziana, che anche lei le amava, in un cerchio di bellezza che non si spezza mai, dove l’amore di ieri continua a nutrire il cuore di oggi. Così il dono di nonna Amalia viaggia, di mano in mano, di cuore in cuore.

Grazie, nonna, per la dolcezza che hai seminato in me. Continua a fiorire, indistinta, in ogni margherita che affido al suo cuore.
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