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Villa Santa Maria · Cronaca & Territorio

Il carabiniere che ascolta: umanità in piazza a Villa Santa Maria

Un incontro semplice tra i gradini di Via Gradini Ponte e la piazza del paese: il racconto di Mauro Carbonetta su Alessandro, il carabiniere che si ferma a parlare con le persone sole.

Villa Santa Maria · 7 luglio 2026 · di Mauro Carbonetta
Carabiniere in uniforme visto di spalle in un vicolo di Villa Santa Maria
Un carabiniere in servizio tra i vicoli di Villa Santa Maria

Salivo i gradini di Via Gradini Ponte per raggiungere la piazza, dove di solito lascio la bici di Tiziana per fare i miei soliti giri alla ricerca di un po' di frescura. Appena finita la salita, ho incrociato lo sguardo di un carabiniere che mi ha salutato per primo, da quel saluto abbiamo iniziato a parlare e ci siamo presentati. Si chiama Alessandro, viene dalla provincia di Benevento ed è in servizio alla stazione dei Carabinieri di Villa Santa Maria.

Vedendolo lì sotto quel sole, gli ho chiesto cosa lo portasse proprio in quel punto della piazza, e soprattutto con un caldo del genere. Mi ha spiegato con molta semplicità che fa un giro e, se incontra persone anziane, cerca di scambiare due parole, perché a volte basta davvero poco per sollevare il cuore di una persona sola.

Facendo due conti, gli ho fatto notare che, dal punto in cui ci trovavamo fino all'imbocco di Via Duca degli Abruzzi, ormai siamo rimasti in pochissimi, a essere generosi una decina di anime. Lui ha sorriso e mi ha raccontato che anche il suo paese si è svuotato allo stesso modo, e che per fortuna c'è Benevento lì vicino a fare da sponda. Poi ha aggiunto che noi qui avremmo Lanciano e che se solo funzionasse il treno, anche con pochissime corse al giorno, sarebbe una svolta e una comodità impagabile. A quel punto gli ho raccontato che oggi per arrivare a Lanciano in auto ci vuole appena una mezz'ora, mentre ai tempi in cui viaggiavo io per andare a scuola, se tutto andava bene, ci s'impiegavano quasi due ore.

Ci tenevo a raccontare questo momento perché, se è vero che le telecamere e i controlli servono, è in gesti come questo che si respira il valore vero di questa divisa, che non significa solo sicurezza, ma umanità, ascolto e vicinanza alle persone sole. In un mondo che corre sempre più veloce e distratto, Alessandro ha fatto quella piccola cosa che nessun dispositivo potrà mai sostituire, ovvero esserci, semplicemente, e ascoltare.

Bravo Alessandro, e grazie di cuore.

— Mauro Carbonetta

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