Panchina Rossa Villa Santa Maria – 25 Novembre 2025 - Tele Tiziana webtv

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Villa Santa Maria 3 gennaio 2026
Mauro Carbonetta replica sulla panchina rossa
Villa Santa Maria 27 dicembre 2025

Al Sindaco del Comune di Villa Santa Maria
Oggetto: Integrazione alla richiesta inviata da Augusta Casagrande del 5 dicembre 2025
Abbiamo provato umilmente a presentare alcune angolazioni di Piazza Martiri della Resistenza, creando tramite un software di grafica (rendering) una simulazione visiva della panchina rossa. L’obiettivo è immaginarne visivamente l’aspetto qualora fosse installata nella suddetta piazza.
Ci è giunta voce che l'installazione sulla piazzetta potrebbe non essere approvata, poiché la panchina rossa rischierebbe di danneggiarsi durante le varie manifestazioni pubbliche che vi si svolgono. Fermo restando che attendiamo una risposta ufficiale alla PEC del 5 dicembre 2025, di cui allegiamo la ricevuta di accettazione tecnica rilasciata dal gestore PEC Aruba, che attesta l'avvenuto invio, nella data del 5 dicembre 2025 alle ore 07:01, noi pensiamo che sarebbe sufficiente, in occasione di eventi come la Festa della Madonna, la Rassegna dei Cuochi o altre manifestazioni, svitare i 6 o 8 bulloni, rimuovere temporaneamente la panchina per la durata dell'evento e poi riposizionarla al termine.
Infine, informiamo che la panchina rossa è stata disinstallata il 22 dicembre 2025 dal suolo privato in Via Gradini Ponte, che fino a pochi giorni fa l'ha ospitata, e di cui alleghiamo la fotografia.
Mauro Carbonetta
(Portavoce del Comitato spontaneo delle Donne di Villa Santa Maria)
ecco la ricevuta della PEC inviata il 5 dicembre 2025:
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<mittente>maurocarbonetta@pec.it</mittente>
<destinatari tipo="esterno">sindaco@villasantamaria.eu</destinatari>
<risposte></risposte>
<oggetto>Ulteriore rischiesta installazione panchina rossa</oggetto>
</intestazione>
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<gestore-emittente>ARUBA PEC S.p.A.</gestore-emittente>
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<giorno>05/12/2025</giorno>
<ora>07:01:40</ora>
</data>
<identificativo>jpec1303.20251205070140.59184.58.1.1@pec.aruba.it</identificativo>
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</dati>
</postacert>





Villa Santa Maria 19 dicembre 2025

COMUNICATO UFFICIALE – 19 DICEMBRE 2025
In relazione alle dichiarazioni pubblicate da Videocittà e Chieti Today concernenti l’istanza per l’installazione della Panchina Rossa a Villa Santa Maria, si precisa che:
Il sottoscritto non intende replicare alle affermazioni riportate, in quanto ha già affidato la vicenda ai Panchina rossa simbolopropri legali, i quali provvederanno a ogni opportuna valutazione.
Si ribadisce che tutte le istanze sono state inviate esclusivamente tramite PEC
(PEC = Posta Elettronica Certificata: strumento di comunicazione digitale che ha pieno valore legale, equivalente a una raccomandata con avviso di ricevimento. Ogni messaggio inviato tramite PEC genera automaticamente una “ricevuta di accettazione” e, al momento della consegna, una “ricevuta di recapito”, che costituiscono prova legale dell’invio e della ricezione del messaggio.) con ricevuta di ritorno e che, in nessun atto ufficiale, sono mai state espresse finalità diverse da quelle civiche e simboliche.
Ad oggi, l’unico documento ufficiale in nostro possesso, emesso dal Comune di Villa Santa Maria, resta il diniego del 2021 con la motivazione “NON SI AUTORIZZA”.
Ogni altra considerazione personale, strumentale o riferita a presunti atteggiamenti del sottoscritto è priva di riscontro negli atti e pertanto infondata.
La Panchina Rossa attualmente installata su suolo privato sarà disinstallata lunedì 22 dicembre 2025. A nome del Comitato delle Donne di Villa Santa Maria, ringrazio mia zia Teresa per averci consentito di ospitarla con generosità per tutti questi anni.
Mauro Carbonetta
Portavoce del gruppo “Le donne di Villa Santa Maria per la Panchina Rossa”
Villa Santa Maria 15 dicembre 2025

Oggi abbiamo inviato, tramite PEC, una richiesta riguardante un flash mob, di cui vi diamo formalmente comunicazione. Di seguito il testo della richiesta.
Al Sindaco di Villa Santa Maria
66047 Villa Santa Maria (CH)
Al Comando Stazione Carabinieri di Villa Santa Maria
66047 Villa Santa Maria (CH)
Alla Questura di Chieti –
(per conoscenza)
Oggetto: Comunicazione e richiesta di autorizzazione per flash mob silenzioso di disinstallazione e trasporto della “Panchina Rossa” sita in Via Gradini Ponte 52 – Villa Santa Maria il 24 dicembre 2025, ore 16.00.
Il sottoscritto Mauro Carbonetta, nato a Villa Santa Maria il ... residente a Villa Santa Maria (CH) in ... in qualità di portavoce del gruppo spontaneo “Le donne di Villa Santa Maria per la Panchina Rossa”,
COMUNICA E RICHIEDE
la necessaria autorizzazione per lo svolgimento di una manifestazione pubblica silenziosa, nella forma di un flash mob, in occasione della rimozione della Panchina Rossa dal terreno privato sito in Via Gradini Ponte n. 52 e del suo successivo caricamento su un furgone per il trasporto a Lanciano (CH), prima tappa del suo viaggio verso il Quirinale.
1. DESCRIZIONE DELL’EVENTO
  • Tipo di evento: Flash mob silenzioso.
  • Finalità: Il flash mob avrebbe lo scopo di dare un congedo civile e simbolico alla Panchina Rossa, simbolo nazionale contro la violenza sulle donne. La necessità di questo gesto deriva dalla nostra ultima istanza al Comune (5 dicembre 2025), con la quale abbiamo chiesto una risposta entro il 20 dicembre 2025 per l’installazione permanente in Piazza Martiri della Resistenza, avvisando che, in assenza di risposta, il simbolo sarebbe stato inviato al Presidente della Repubblica.
  • Poiché i tempi per ottenere un’autorizzazione dalle autorità preposte per un flash mob richiedono alcuni giorni, presentiamo ora questa richiesta in via precauzionale. Nel caso, auspicabile, in cui il Comune ci comunichi una risposta positiva entro il 20 dicembre, provvederemo immediatamente a revocare la presente richiesta e ad annullare il flash mob. Se invece non perverrà alcuna comunicazione, il flash mob si svolgerà per accompagnare in silenzio la partenza del simbolo.
  • Data e orario: 24 dicembre 2025, a partire dalle ore 16.00.
  • Durata: Il tempo strettamente necessario alla disinstallazione tecnica dalla sede attuale e al caricamento sul mezzo di trasporto (stimabile in circa 60-90 minuti).
  • Luogo: Spazio antistante l’accesso privato di Via Gradini Ponte n. 52 in Villa Santa Maria L’area di sosta dei partecipanti sarà rigorosamente confinata al margine della sede stradale, in modo da non intralciare la viabilità e il transito pedonale.
  • Numero stimato di partecipanti: 20-30 persone.
  • Modalità di svolgimento: La manifestazione sarà completamente silenziosa. I partecipanti si disporranno in modo ordinato ai lati dello spazio operativo, senza discorsi, slogan, megafoni o strumenti sonori. Sarà un momento di presenza civile e silenziosa, volto a sottolineare il valore del simbolo e la gravità del suo “esilio” dalla comunità.
  • Attività previste: Operazioni tecniche di rimozione della panchina dal suolo privato e di imballaggio/caricamento su furgone. Nessun altro tipo di attività o intrattenimento è previsto.
2. IMPEGNI DELL’ORGANIZZATORE
Il sottoscritto, in nome e per conto del gruppo organizzatore, si impegna a:
  • Garantire lo svolgimento pacifico, silenzioso e ordinato della manifestazione.
  • Mantenere libero il transito veicolare e pedonale nell’area, vigilando affinché i partecipanti occupino solo lo spazio strettamente necessario e in sicurezza.
  • Non depositare o distribuire materiale in loco (volantini, striscioni, ecc.).
  • Provvedere alla pulizia immediata dell’area al termine delle operazioni.
  • Comunicare tempestivamente alle Forze dell’Ordine presenti qualsiasi evenienza.
3. SICUREZZA E VIABILITÀ
  • Data la natura statica, silenziosa e di breve durata dell’evento, non sono previsti disagi alla circolazione. L’accesso del furgone per il caricamento sarà rapido e concordato con l’autista per minimizzare qualsiasi intralcio.
  • Si richiede, se necessario, l’eventuale presenza di un operatore della Polizia Locale o dei Carabinieri per vigilare sul regolare svolgimento e sulla sicurezza.
Si chiede cortesemente all’Ufficio competente di esaminare la presente comunicazione-istanza e di rilasciare l’autorizzazione o, in alternativa, di comunicare le eventuali prescrizioni tecniche o di sicurezza ritenute necessarie. Con fiducia, si attende una risposta formale con sufficiente anticipo rispetto alla data proposta.
Villa Santa Maria, 15 dicembre 2025
Mauro Carbonetta
Portavoce del gruppo “Le donne di Villa Santa Maria per la Panchina Rossa”
Villa Santa Maria 10 dicembre 2025

COMUNICAZIONE AI CITTADINI E ALLA COMUNITÀ
A seguito della nostra precedente comunicazione riguardante l’installazione della panchina rossa in Piazza Martiri della Resistenza – simbolo e non semplice arredo urbano – e considerati i ripetuti solleciti inviati all’Amministrazione Comunale di Villa Santa Maria a partire dal 2021, cui è seguito solo un laconico «NON SI AUTORIZZA», abbiamo ritenuto doveroso elevare la nostra istanza al più alto livello delle istituzioni.
Prima del 20 dicembre, data entro la quale dobbiamo rimuovere la panchina dal suolo privato che la ospita temporaneamente, e prima quindi del suo invio al Quirinale, abbiamo scritto al Presidente della Repubblica.
Nel nostro appello, abbiamo esposto al Capo dello Stato la situazione di stallo, durata ormai quattro anni, chiedendo un suo autorevole intervento affinché venga finalmente garantita una risposta chiara e la dovuta considerazione per una richiesta legittima e ampiamente condivisa dalla comunità.
Dopo alcuni riscontri telefonici preliminari, attendiamo ora una risposta ufficiale dal Quirinale. Tra qualche giorno vi renderemo conto, in modo trasparente, dell'esito di questo passo decisivo, prima di procedere con la fase operativa successiva: l'invio della panchina.
A tal proposito, ringraziamo i tanti cittadini che si sono generosamente messi a disposizione per supportare i costi di questa operazione, la quale comporta oneri significativi.
Confidiamo che questo canale istituzionale possa sbloccare una situazione ingiustamente protratta e consentire finalmente la realizzazione di un’iniziativa importante per la civiltà e la memoria collettiva.
Ringraziamo tutti per la pazienza e il sostegno dimostrato in questi anni. Personalmente, chiedo venia per i tanti messaggi che periodicamente porto a vostra conoscenza. Lo faccio perché sono fermamente convinto della necessità di trasparenza e condivisione nelle questioni di interesse collettivo. Mi scuso se talvolta posso apparire insistente, ma l’ultima istanza inviata – ritenuta da noi eloquente e ben fondata – ci fa sperare in un esito positivo e risolutivo. Sono certo che il gruppo di donne non stia chiedendo la luna.
Mauro Carbonetta
Portavoce del gruppo delle donne che hanno acquistato la panchina rossa

Villa Santa Maria (CH), 9 dicembre 2025

La Storia della Panchina Rossa a Villa Santa Maria: Un simbolo di civiltà in cerca di casa

L’idea: Uno sguardo che ha acceso una speranza
La storia ha inizio nell’estate del 2020, durante una serata tra amiche a Villa Santa Maria. Anna Maria Lucidi rivolse a Tiziana una domanda semplice ma carica di significato: «A Villa Santa Maria c’è una panchina rossa dedicata alle donne vittime di violenza?» La risposta di Tiziana fu immediata e disarmante: «No». In quel preciso istante, i loro sguardi si incontrarono e, senza bisogno di altre parole, seppero che non poteva rimanere solo una domanda. Quello scambio di occhi segnò l’inizio di un percorso collettivo.
Da quel momento, Anna Maria e Tiziana iniziarono a coinvolgere altre persone, unite dalla stessa determinazione. Si unirono al gruppo Augusta Casagrande, Mauro Carbonetta di Radio Villa Centrale e tante altre donne di Villa Santa Maria, formando un comitato spontaneo, apartitico e interamente autofinanziato. L’obiettivo era chiaro: colmare un vuoto simbolico nella comunità, dando vita a un luogo della memoria e della sensibilizzazione permanente.
Il progetto prende forma: Rispetto delle regole e ricerca del simbolo ufficiale
Nel 2021, il gruppo acquistò a proprie spese una panchina rossa, ma non si limitò a questo. Volle dare al gesto un valore riconosciuto a livello nazionale, richiedendo e ottenendo l’autorizzazione all’uso del simbolo ufficiale dagli Stati Generali delle Donne, con la collaborazione dell’UDI. Questo passaggio fu fondamentale per distinguere l’iniziativa da una semplice installazione di arredo urbano: si trattava di aderire a una campagna nazionale contro il femminicidio, rispettandone il significato profondo e il rigore simbolico.
Il primo intoppo: Un diniego basato su un equivoco
Con tutta la documentazione in regola, il gruppo presentò formale istanza al Sindaco di Villa Santa Maria, tramite PEC, per richiedere l’installazione su suolo pubblico. La risposta dell’Amministrazione comunale arrivò, netta e deludente: «NON SI AUTORIZZA». La motivazione ufficiale del diniego, come riportato dalla nota comunale, fu che «A Villa Santa Maria (CH), la panchina rossa esiste già ed è stata installata nel Giardino Comunale “Murata Gigotti”».
Si trattava, purtroppo, di un evidente equivoco che ha segnato l’inizio di tutti i successivi fraintendimenti. La panchina a cui l’Amministrazione faceva riferimento è una delle tante panchine colorate presenti nel giardino. Essa è inserita in un gruppo di panchine multicolori (verdi, blu, gialle) ed è, dal punto di vista fisico e urbanistico, un semplice elemento di arredo. Non reca targhe, non è associata a nessun progetto simbolico nazionale, non è stata oggetto di cerimonie di inaugurazione dedicate e, soprattutto, non è riconosciuta come simbolo ufficiale contro la violenza di genere dagli enti promotori della campagna (Stati Generali delle Donne, UDI, ecc.).
La panchina rossa simbolo che il nostro gruppo ha acquistato e fatto autorizzare è un’altra cosa: è un monumento civile, un presidio di memoria che ricorda le vittime e impegna la comunità a lottare per un futuro diverso. È la differenza tra un oggetto che riposa e un segno che interroga, ricorda e chiede impegno.
L’inaugurazione su suolo privato: Una festa inaspettata della comunità
Nello stesso anno del 2021, dopo il diniego ricevuto e stanchi di attendere, il gruppo decise di non rinunciare al valore simbolico della panchina e organizzò un’inaugurazione, installandola provvisoriamente su un terreno privato. La richiesta di autorizzazione per la manifestazione fu consegnata a brevi manu per la protocollazione nella tarda mattinata dello stesso giorno dell’inaugurazione. In questo nostro errore di valutazione, non avevamo infatti previsto una partecipazione così ampia e sentita da parte della cittadinanza. L’evento si trasformò invece in una bellissima e partecipatissima festa della comunità, con un’affluenza che superò ogni aspettativa.
La panchina fu scoperta e il rinfresco fu allestito rigorosamente all’interno dello spazio privato. Tuttavia, a causa della grande folla, gli interventi si dovettero svolgere sui gradini pubblici adiacenti alla piazzetta privata, poiché all’interno non vi era più spazio sufficiente. Tra le autorità e i rappresentanti presenti vi erano il Presidente della Provincia di Chieti, il parroco di Villa Santa Maria, una delegazione ufficiale degli Stati Generali delle Donne a livello provinciale, nonché l’UDI di Pescara. In collegamento in diretta dalla sede nazionale, Isa Maggi – fondatrice del movimento della Panchina Rossa – intervenne con un toccante saluto via piattaforma Zoom, sottolineando il valore della testimonianza di Villa Santa Maria nel più ampio contesto della lotta contro la violenza di genere.
Il nostro sbaglio fu duplice: non aver previsto il successo dell’iniziativa e, di conseguenza, non aver atteso un’autorizzazione comunale preventiva per un evento di tali dimensioni. Nonostante gli inviti estesi a tutte le istituzioni, nessun rappresentante del Comune di Villa Santa Maria scelse di presenziare alla cerimonia.
Il tentativo di dialogo: Richieste di chiarimenti e sviluppi successivi
Al diniego seguirono numerose e puntuali richieste di chiarimento da parte del gruppo, volte a spiegare questa differenza sostanziale tra un arredo colorato e un simbolo civico riconosciuto. Nel tempo, alcune donne si recarono spontaneamente in Comune (settembre/ottobre 2024), cercando un dialogo costruttivo.
In seguito a questi contatti, sono state rivolte critiche a Mauro Carbonetta per la sua assenza da tali incontri. A tale riguardo, è doveroso chiarire la posizione del portavoce e del gruppo: l’istanza per l’installazione della panchina è stata presentata per iscritto, tramite gli strumenti formali e tracciabili previsti dalla legge (PEC). Il gruppo ritiene, coerentemente con i principi della buona amministrazione e del diritto di accesso, che una richiesta formale e scritta debba ricevere una risposta altrettanto formale e scritta. La partecipazione a incontri ufficiosi, sebbene utile al dialogo, non sostituisce l’obbligo di una risposta istituzionale chiara e vincolante agli atti presentati. La scelta di Carbonetta e del comitato è stata dunque quella di mantenere il confronto sul piano della correttezza procedurale, nella trasparenza e nel rispetto delle regole, evitando che la sostanza della richiesta si disperdesse in trattative informali non documentate.
Nonostante gli sviluppi di questi contatti, a tutt’oggi non è seguita alcuna decisione definitiva. Il percorso sembra essersi arenato in una fase di stallo. In questi giorni, ufficialmente si apprende dalla stampa che, in merito a quell’evento, il Sindaco avrebbe lamentato la mancanza di autorizzazione comunale, sostenendo che il metodo non fosse consono e che la panchina avrebbe dovuto essere donata al Comune.
La proposta: Una collocazione carica di un doppio significato universale
La scelta di Piazza Martiri della Resistenza non è casuale, ma profondamente simbolica: in questo luogo convergono due valori fondativi della nostra Repubblica.
Il primo simbolo è quello della Resistenza, rappresentato dal nome stesso della piazza. La Resistenza fu la lotta per riconquistare la libertà, la dignità e i diritti fondamentali calpestati dalla dittatura. È il simbolo della ribellione all’oppressione e della lotta per un futuro di giustizia.
Il secondo simbolo è quello della panchina rossa, dedicata alle donne vittime di femminicidio e di violenza. Essa rappresenta la lotta per la libertà, la dignità e l’incolumità fisica delle donne, diritti ancora oggi negati e violati. È il simbolo della resistenza quotidiana contro una forma di oppressione e di ingiustizia che affligge la nostra società.
Collocare la panchina rossa in Piazza Martiri della Resistenza crea un parallelismo potente e necessario. Significa riconoscere che la lotta per la libertà e la dignità delle donne è una Resistenza moderna. Che il rispetto dei diritti delle donne è un pilastro della democrazia per cui i nostri antenati hanno combattuto. Che la memoria delle vittime del femminicidio deve essere custodita con lo stesso impegno con cui custodiamo la memoria dei caduti per la libertà. I due simboli, affiancati, si rafforzano a vicenda, ricordandoci che la battaglia per i diritti e contro ogni forma di violenza è un percorso sempre attuale e mai concluso.
La proposta è di installarla discretamente a lato del Circolo Pensionati, dove non arrecherebbe alcun disagio, andando anzi a completare e valorizzare uno spazio di memoria e socialità, facendo compagnia a una panchina già esistente sotto due lapidi.
L’urgenza attuale: Un simbolo in pericolo di rimozione e l’ultima proposta
Ora, per cause di forza maggiore indipendenti dalla nostra volontà, la panchina non potrà più rimanere nella sede privata che l’ha generosamente ospitata. Questa improvvisa urgenza, sommandosi all’assenza totale di risposte concrete dopo anni di sollecitazioni, ha spinto il gruppo a un gesto estremo ma ponderato: qualora non dovesse pervenire alcuna risposta formale da parte del Comune di Villa Santa Maria entro il 20 dicembre 2025 — termine perentorio indicato nell’ultima istanza inviata — il simbolo verrà immediatamente destinato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché possa esercitare la sua alta funzione di garante delle istituzioni e intervenire nei confronti dell’Amministrazione comunale, sollecitandone l’accoglimento della nostra proposta e il riconoscimento del valore civile e simbolico della Panchina Rossa.
Oggi, 5 dicembre 2025, è stata inviata un’ulteriore istanza, riformulata per massima chiarezza e trasparenza, nella speranza di trovare una soluzione condivisa.

Mittente: AUGUSTA CASAGRANDE
Al Signor Sindaco del Comune di Villa Santa Maria (CH)
p.c. Alla Giunta Comunale
p.c. Al Signor Prefetto di Chieti
Villa Santa Maria, 5 dicembre 2025
Oggetto: Istanza urgente: proposta di autorizzazione installazione permanente del SIMBOLO Panchina Rossa in Piazza Martiri della Resistenza, con offerta condizionata di cessione gratuita.
Premessa di urgenza e valore simbolico
La Panchina Rossa, simbolo della lotta contro la violenza di genere, è stata acquistata ed è attualmente ubicata su un suolo privato. Per causa di forza maggiore e per esigenze di riorganizzazione del privato, il simbolo dovrà essere rimosso urgentemente.
Si richiede l’installazione permanente di questo simbolo esclusivamente in Piazza Martiri della Resistenza, in virtù del legame civico e morale tra la Resistenza storica e la resistenza contemporanea alla violenza sulle donne. Si sottolinea che la panchina rossa non è un oggetto, ma un simbolo di valore sociale e civile.
Proposta vincolante e cessione condizionata
La sottoscritta, in rappresentanza del gruppo promotore, offre la cessione gratuita definitiva del bene al Comune, subordinata alla seguente condizione sospensiva:
  1. Impegno del Comune (autorizzazione vincolata): Il Comune di Villa Santa Maria dovrà autorizzare l’installazione del simbolo e il mantenimento inalterato del suo significato, tramite Delibera di Giunta/Consiglio, riconoscendolo come simbolo.
  2. Trasferimento proprietà: La cessione gratuita e il conseguente trasferimento di proprietà al Comune si perfezioneranno solo ed esclusivamente al momento dell’emissione della Delibera di accettazione (Punto 1).
Impegni e termini
Il Gruppo proponente si farà carico di tutte le spese e le operazioni tecniche necessarie per l’installazione, a seguito della Delibera comunale.
Si richiede al Sindaco di fornire riscontro formale scritto in merito all’accettazione della proposta entro e non oltre il giorno 20 dicembre 2025.
Si avvisa che, qualora non dovesse pervenire alcuna comunicazione formale entro il termine perentorio del 20 dicembre 2025, il simbolo Panchina Rossa sarà inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per segnalare la mancata risoluzione da parte dell’Amministrazione locale e la negazione di un simbolo di rilevanza nazionale.
Specifiche tecniche del bene (Panchina Rossa):
  • Altezza: cm 87
  • Lunghezza: cm 150
  • Profondità: cm 66
Distinti saluti.
Augusta Casagrande

L’UNICA STORIA VERA: DOCUMENTATA E TRASPARENTE
Questa è la storia autentica e completa della panchina rossa di Villa Santa Maria. È l’unica storia.
Chiunque desideri conoscere la verità su questa vicenda ha a disposizione uno strumento semplice, inoppugnabile e visionabile: le nostre richieste sono documenti scritti, inviati tramite PEC, tracciati, protocollati e conservati. Questi atti costituiscono l’unica narrazione oggettiva e verificabile degli eventi.
Se qualcuno volesse polemizzare, definendo il nostro un gesto strumentale, probabilmente sta parlando d’altro, forse di una storia diversa che non ci appartiene.
La panchina rossa di Villa Santa Maria attende solo un luogo in cui poter svolgere il proprio compito: ricordare, interrogare e ispirare un cambiamento. Chiediamo che questo posto le venga finalmente concesso, affinché il simbolo di civiltà che essa rappresenta diventi patrimonio di tutta la comunità.
Il Gruppo spontaneo delle donne di Villa Santa Maria per la Panchina Rossa di Villa Santa Maria
Villa Santa Maria 5 dicembre 2025

È stata inviata oggi, 5 dicembre 2025, un'ulteriore istanza, riformulata per massima chiarezza.
Dopo questa comunicazione definitiva, non verranno più pubblicati aggiornamenti fino al 20 dicembre 2025, nella speranza di poter condividere prima di tale scadenza l'eventuale, positiva autorizzazione da parte dell'Amministrazione.
Mauro Carbonetta

Mittente: AUGUSTA CASAGRANDE,

Al Signor Sindaco del Comune di Villa Santa Maria (CH)
> p.c. Alla Giunta Comunale
> p.c. Al Signor Prefetto di Chieti

Villa Santa Maria, 5 Dicembre 2025
Oggetto: Istanza urgente: proposta di autorizzazione installazione permanente del SIMBOLO Panchina Rossa in Piazza Martiri della Resistenza, con offerta condizionata di cessione gratuita.

Premessa di urgenza e valore simbolico
La Panchina Rossa, simbolo della lotta contro la violenza di genere, è stata acquistata ed è attualmente ubicata su un suolo privato. Per causa di forza maggiore e per esigenze di riorganizzazione del privato, il simbolo dovrà essere rimosso urgentemente.
Si richiede l'installazione permanente di questo simbolo esclusivamente in Piazza Martiri della Resistenza, in virtù del legame civico e morale tra la Resistenza storica e la resistenza contemporanea alla violenza sulle donne. Si sottolinea che la panchina rossa non è un oggetto, ma un simbolo di valore sociale e civile.
Proposta Vincolante e Cessione Condizionata
La sottoscritta, in rappresentanza del gruppo promotore, offre la cessione gratuita definitiva del bene al Comune, subordinata alla seguente condizione sospensiva:
  • Impegno del Comune (autorizzazione vincolata): Il Comune di Villa Santa Maria dovrà autorizzare l'installazione del simbolo e il mantenimento inalterato del suo significato, tramite Delibera di Giunta/Consiglio, riconoscendolo come simbolo.
  • Trasferimento Proprietà: La cessione gratuita e il conseguente trasferimento di proprietà al Comune si perfezioneranno solo ed esclusivamente al momento dell'emissione della Delibera di accettazione (Punto 1).
Impegni e Termini
Il Gruppo proponente si farà carico di tutte le spese e le operazioni tecniche necessarie per l'installazione, a seguito della Delibera comunale.
Si richiede al Sindaco di fornire riscontro formale scritto in merito all'accettazione della proposta entro e non oltre il giorno 20 Dicembre 2025.
Si avvisa che, qualora non dovesse pervenire alcuna comunicazione formale entro il termine perentorio del 20 Dicembre 2025, il simbolo Panchina Rossa sarà inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per segnalare la mancata risoluzione da parte dell'Amministrazione locale e la negazione di un simbolo di rilevanza nazionale.
Specifiche Tecniche del Bene (Panchina Rossa):
  • Altezza: cm 87
  • Lunghezza: cm 150
  • Profondità: cm 66
Distinti saluti.
Augusta Casagrande
- Per Comunicazioni e Contatti:
Mauro Carbonetta (Teletiziana WebTV)
Panchina rossa a Villa Santa Maria
Villa Santa Maria 4 dicembre 2025

Richiesta ubicazione panchina rossaDesideriamo chiarire un punto fondamentale che, alla luce di quanto letto oggi sulla stampa, appare più che mai necessario: esiste una differenza netta tra donazione e richiesta. Chiedo venia se spiego un concetto semplicissimo (grazie ad una bambina che mi ha spiegato la differenza):
Una donazione è un regalo: si consegna un bene e si chiede soltanto che il destinatario dica se lo accetta oppure no.
Una richiesta, un'istanza, invece, è quando si domanda a un’istituzione se voglia occuparsi di qualcosa, se ritenga opportuno valorizzarla e collocarla in uno spazio pubblico.
Ed è proprio questo che abbiamo fatto:
nel nostro caso non si è mai trattato di una donazione. Noi abbiamo presentato una richiesta ben precisa, chiedendo che la panchina rossa venisse collocata in un luogo pubblico, proprio per il suo significato. Non abbiamo mai pensato di “regalare un oggetto”, ma abbiamo chiesto di valorizzare un simbolo. A titolo esemplificativo, alleghiamo una foto dell’angolo di Piazza Martiri della Resistenza per il quale è stata avanzata la proposta di installazione, a riprova della concretezza e specificità della nostra richiesta.
La panchina rossa non era dunque un bene da “cedere”, ma un simbolo civile da proporre affinché potesse essere riconosciuto come parte dell’impegno collettivo contro la violenza sulle donne.
Proprio per questo, la lettura delle dichiarazioni apparse sull’articolo di giornale ci offre oggi l’impulso necessario per compiere un passo successivo:
la panchina rossa sarà inviata al Presidente della Repubblica, accompagnata da tutta la documentazione che ne racconta la storia, il significato e le circostanze che le hanno impedito di trovare una collocazione pubblica. Una copia integrale di tale documentazione (siamo già in contatto con la Fondazione Giulia Cecchettin), unitamente alla risposta formale ricevuta, sarà successivamente inviata alla Fondazione stessa, a testimonianza di questo percorso.
Non è un gesto di polemica, ma un atto di responsabilità e coerenza con il valore del simbolo: un segno dedicato alle donne vittime di violenza merita un luogo dove sia veramente accolto, rispettato e valorizzato. Ribadiamo, quindi, con la massima chiarezza: la panchina rossa è e resta un simbolo civile, non un oggetto.
Con questo spirito, continuiamo nel nostro impegno. Restiamo in attesa di una risposta ufficiale entro il 20 dicembre 2025, termine oltre il quale, in assenza di comunicazioni, procederemo all'invio della panchina e del plico con ulteriori documentazioni.
Il resto si commenta da solo.
Villa Santa Maria 4 dicembre 2025

Un fiume di solidarietà, un pezzo alla volta.
Chiedo scusa se ultimamente sto postando tanto, ma è doveroso: ho sempre creduto che qualsiasi cosa pubblica – perché appartiene a tutti – debba essere sempre messa a conoscenza della comunità.
A seguito dell’articolo uscito oggi sulla stampa, il telefono non smette di squillare. Tra un boccone e l’altro cerco di rispondere a tutti, perché le vostre voci – piene di calore e sostegno – meritano attenzione.
Grazie a chi spontaneamente sta contribuendo moralmente e per le spese di spedizione della panchina da inviare a Roma. La vostra vicinanza ci commuove e ci dà forza.
Domattina mi recherò dal corriere per definire e ultimare tutte le pratiche: il tempo stringe e vogliamo che tutto proceda per il meglio.
Un ringraziamento speciale, sentito e doveroso, va a Massimo Stanziani, che si è messo a disposizione con il suo furgone per trasportare la panchina da Villa Santa Maria a Lanciano a titolo completamente gratuito. Grazie, Massimo, per questo gesto concreto.
La nostra storia, dal 2020 a oggi, l’abbiamo raccontata, scritta e documentata pubblicamente. Non ho allegato qui le tante PEC perché sono numerose, ma ci tengo a precisare che tutte – insieme ad alcune presentazioni brevi manu – sono state rigorosamente allegate al plico che accompagnerà la panchina. Nulla è lasciato al caso. Ogni documento è una parola, e ogni parola fa la nostra verità.
A nome del gruppo di donne di Villa Santa Maria (e non solo), vogliamo dirvi una cosa semplice ma profonda:
Grazie. Grazie per non farci sentire sole. Grazie per credere che una panchina non sia solo un oggetto, ma un simbolo, una voce, un posto che ora chiede giustizia. Andiamo avanti, insieme, passo dopo passo. Perché la memoria ha bisogno di radici, ma anche di gambe per camminare.
Appena sarà tutto pronto, pubblicherò anche la lettera indirizzata al Presidente della Repubblica.
Villa Santa Maria 3 dicembre 2025
Qualche giorno fa, una persona si è avvicinata chiedendomi: "E se avete sbagliato tutto, riguardo alla panchina?"
Al che io ho risposto: "Perché?"
E lui ha riformulato la domanda: "E se avete sbagliato metodo?"
Io ho replicato: "Cosa intendi dire per 'metodo?"
"Beh, magari potevate donarla al Comune di Villa Santa Maria, senza stare lì a fare richieste, eccetera...".
Il metodo da noi adottato non solo non andrebbe criticato, ma anzi bisognerebbe esserne grati per tutto ciò che significa: persone che, di tasca propria, acquistano...
La differenza è fondamentale. Se l'avessimo semplicemente donata, sarebbe stato come regalare una sedia a un ufficio: sarebbe potuta finire ovunque e il suo significato speciale si sarebbe perso. Presentare una richiesta ufficiale, invece, è stato come dire al Comune: "Questo è un simbolo importante per la comunità e chiediamo che abbia un posto ufficiale in uno spazio pubblico simbolico, dove il suo messaggio possa risuonare con la storia e la memoria collettiva". In questo modo, la panchina non è più solo nostra, ma diventa un simbolo riconosciuto e tutelato per e da tutti i cittadini.
Ora, mi perdonerete se apro una piccola parentesi e ripercorro l'idea della panchina rossa.
Nel 2020, Anna Maria Lucidi, parlando con Tiziana, chiese: "Ma a Villa esiste una panchina rossa dedicata alla violenza contro le donne?".
Tiziana rispose di no, al di là delle tante panchine colorate che si vedono per le vie.
Ecco, nacque l'idea: Anna Maria e Tiziana si guardarono negli occhi e partirono, coinvolgendo la Radio e Augusta Casagrande. Man mano si formò un gruppo di donne che vollero, a proprie spese, far realizzare la panchina rossa. Non per sminuire o sostituirsi alle istituzioni, ma semplicemente perché non c'era.
Mai e poi mai si pensò a un fatto "politico".
Tiziana, Luciana, Pina, Nella e altre donne si impegnarono per raccogliere i fondi e pagarla, mentre per le pratiche burocratiche furono coinvolte Anna Maria, Augusta e il sottoscritto, per presentare la richiesta ufficiale — l'istanza — al Comune di Villa Santa Maria.
Il resto della storia non lo aggiungo, perché è già stato ampiamente descritto negli anni, e anche perché diventerei veramente logorroico.
Tengo a precisare che la panchina realizzata ha il timbro e l'avallo degli Stati Generali delle Donne, ai quali chiedemmo l'autorizzazione, e la partecipazione dell'UDI, Unione Donne Italiane. Proprio ieri abbiamo presentato un'ulteriore istanza per richiedere di installarla in Piazza Martiri della Resistenza, sotto le due lapidi e a lato del circolo pensionati, in un luogo i cui simbolismi richiamano la sofferenza e la memoria. Il motivo della scelta di quella piazza l'ho già ampiamente descritto. Attendiamo fino a prima di Natale; se non ci saranno risposte, la panchina rossa verrà inviata al Presidente della Repubblica.
Mauro Carbonetta
Teletiziana@

Una panchina rossa in attesa della sua piazza: l'appello per Villa Santa Maria

L'appello: portare la panchina in piazza, spazio di tutti
Oggi, 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, un caloroso e solidale abbraccio va a tutte le donne, con particolare vicinanza a quelle che hanno subito violenza.
La panchina rossa di Villa Santa Maria, inaugurata il 16 ottobre 2021, non è mai diventata un bene comune. Relegata in un suolo privato, purtroppo, il suo messaggio è soffocato dall'indifferenza - privato della voce e dell'attenzione che meriterebbe - e il suo ricordo si sta già offuscando, condannato a scomparire nell'oblio. Per questo è oggi un simbolo muto e dimenticato, la cui vista mi gela l'anima di profonda tristezza.
L'invito è uno solo: questa panchina merita di avere finalmente la sua casa in piazza Martiri della Resistenza, a Villa Santa Maria. Un monito così universale deve trovare il suo posto nello spazio di tutti, dove la comunità intera può vederla, toccarla e farsi custode del suo messaggio. Portarla in piazza non è una semplice richiesta, è un atto dovuto. È restituire alla collettività un luogo di memoria e di lotta, perché quel dolore appartiene a tutti e la speranza di sconfiggerlo deve trovare il suo simbolo più potente proprio in quella panchina rossa, finalmente restituita allo sguardo e alla coscienza di tutta la comunità.
Mauro Carbonetta
@teletiziana
Una Panchina Rossa in cerca di dignità: la sua storia e il suo futuro
Colgo l'occasione per rispondere alla cara Elvira, che proprio questa mattina, su "Villa Santa Maria Italy", mi rivolgeva questa precisa domanda: "Ma veramente non ha ancora ricevuto una degna collocazione?".
Condivido quindi volentieri un aggiornamento sulla situazione, perché il suo interrogativo offre lo spunto per fare chiarezza.
L'idea originale prevedeva che la panchina fosse collocata in Piazza Martiri della Resistenza. La scelta non era casuale, ma profondamente simbolica: volevamo creare un parallelismo potente tra chi ha sacrificato la vita per liberare l'Italia dalla violenza della dittatura e le donne che, ancora oggi, combattono e cadono nella lotta contro la violenza di genere. Due resistenze, diverse ma idealmente vicine, per le quali la memoria deve tradursi in impegno quotidiano. In quella piazza, la panchina avrebbe avuto il risalto e la visibilità che merita, diventando un monito pubblico e tangibile, un invito a non dimenticare e a non voltare lo sguardo.
Purtroppo, non è andata così. La panchina è stata installata su una proprietà privata. Desideriamo ringraziare di cuore la signora Teresa, mia zia, che con grande sensibilità si è resa disponibile ad accoglierla quando era senza un luogo. Tuttavia, per motivi di forza maggiore, molto probabilmente a breve dovrà essere rimossa da quella sede.
Ed è qui che il parallelismo con l'indifferenza diventa amaramente attuale. Così come la memoria della Resistenza rischia a volte di essere appiattita su una lettura politica, anche il simbolo della lotta contro il femminicidio è stato, a quanto pare, percepito come "di parte". Questa incomprensione ha generato una totale indifferenza, lasciando la panchina senza una degna collocazione pubblica.
Di fronte a questa situazione, e per evitare che un simbolo così importante venga violentato una seconda volta – magari con la rottamazione –, abbiamo deciso di intraprendere una strada più significativa. Con tutta la documentazione del progetto e della sua storia, la panchina rossa verrà imballata e spedita al Presidente della Repubblica.
È un gesto estremo, ma necessario. Portare idealmente quella panchina ai piedi del Quirinale significa restituirle la dignità nazionale che le spetta, trasformandola da oggetto di discussione locale in un appello alla coscienza di tutti. Perché la lotta contro la violenza sulle donne non ha colore, non ha bandiere: è una battaglia di civiltà che riguarda ogni cittadino e ogni istituzione di questo Paese.
Grazie, Elvira, per averci dato l'opportunità di chiarire questo punto.
Un caro saluto,
Mauro Carbonetta
@teletiziana
Chiedo scusa per l'insistenza, ma la questione della panchina rossa merita una conclusione definitiva.

Quattro anni fa, in seguito all'acquisto da parte di un gruppo di donne di Villa Santa Maria e non solo, mia zia Teresa offrì con grande generosità la sua proprietà privata per ospitare temporaneamente la panchina, in attesa di una degna collocazione pubblica. La nostra richiesta originale prevedeva l'installazione in Piazza Martiri della Resistenza, una scelta dal forte valore simbolico per unire idealmente due Resistenze: quella storica contro la dittatura e quella, ugualmente cruciale, delle donne contro la violenza. Due lotte accomunate dallo stesso anelito di libertà e dignità.
Purtroppo, la risposta che ricevemmo fu negativa, giustificata dalla presenza di un'altra panchina rossa in via Scesa Valli. Oggi, per cause di forza maggiore, la panchina dovrà essere rimossa anche dal terreno privato che l'ha finora ospitata.
Dopo anni di silenzio istituzionale e in assenza di alternative concrete, non ci rimane che compiere un gesto estremo: la prossima settimana, salvo l'arrivo di comunicazioni ufficiali che ne autorizzino finalmente l'installazione in Piazza Martiri della Resistenza (questa ulteriore richiesta la avanzo pubblicamente sui social, poiché sono stanco di inviare PEC senza quasi mai ricevere risposta – almeno qui la lettura è garantita a tutti), provvederò a richiedere al corriere un preventivo per l'imballaggio e la spedizione della panchina al Presidente della Repubblica, completa di tutta la documentazione delle richieste inviate via PEC e delle relative risposte. Vi aggiornerò non appena avrò i dettagli delle spese da sostenere. Devo notare, purtroppo, che al mio post precedente ho registrato pochissimi interventi (e non è, certamente, un segnale positivo), e perfino a voce, fatta eccezione per alcuni commenti che ripubblico.
Significativo lo scambio tra Vito, che in risposta al mio post scrive: "Tu parli di 'indifferenza' per un problema sicuramente importante ma che per fortuna non riguarda direttamente nessun villese", e Pina che così gli replica: "Pensi di vivere in un'oasi felice? È un problema che riguarda anche la nostra comunità. Chi ne è vittima tende a tacere per paura e per vergogna. Ci sono forme di violenza silenziose ma ugualmente esistenti e ugualmente gravi. [...] negare che esistano certe forme di violenza significa ignorare il problema".
È proprio questo il punto: non viviamo in un'isola felice. La violenza esiste anche qui, e ignorarla è il primo, pericoloso passo verso l'indifferenza.
Accompagneremo l'invio della panchina con un messaggio di Augusta:
"Questa panchina ha subito la violenza di non avere un posto dove stare. La spediamo al Quirinale perché la lotta contro il femminicidio non è una questione locale, ma una battaglia di civiltà che riguarda tutti."
Grazie a chi non ha voltato lo sguardo e chiedo venia se in qualche modo vi stia tediando.
Mauro Carbonetta
@tutti
P.S. Per chi volesse ripercorrere le origini di questo progetto, allego il link della inaugurazione di quattro anni fa https://www.villasantamaria.com/inaugurazione-panchina-rossa.html
Aggiornamento sulla panchina rossa: costi, logistica e un ultimo, sentito appello
A tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto, anche solo con un pensiero, il significato della panchina rossa, vi aggiorno con trasparenza sui passi concreti che sto per compiere. Come annunciato, la panchina verrà inviata al Presidente della Repubblica. È una decisione sofferta, e desidero condividere con voi i dettagli dell’operazione, perché la considero un gesto che riguarda la collettività.
I costi stimati
Per la spedizione, comprensiva di imballaggio speciale e trasporto assicurato, la cifra si aggira intorno ai 350 euro.

La logistica

È necessario un furgone per trasportare la panchina fino a Lanciano, punto di partenza del corriere. Qualora dovessi procedere al noleggio, tale spesa si aggiungerebbe ai 350 euro già preventivati. Confido che qualcuno possa aiutarmi in questo passaggio, mettendo a disposizione il mezzo o un supporto per il trasporto.

La solidarietà

Due persone, tramite i social, si sono già offerte di contribuire a sostenere le spese. Ne sono profondamente grato. Nel caso in cui la somma necessaria non venisse interamente coperta, mi farò carico personalmente della differenza. L’importante è che il messaggio arrivi a destinazione.

Tempistiche

L’invio avverrà la prossima settimana o, al più tardi, prima di Natale. Ho informato la stampa locale e nazionale, affinché questo gesto e il suo significato trovino la più ampia risonanza.
Prima che ciò accada, però, rivolgo un ULTIMO, FORTE APPELLO.
La mia speranza più grande, la vera vittoria per questa comunità, non è la partenza della panchina. Sarebbe vederla restare a Villa Santa Maria.
Esiste uno spazio pubblico, perfetto per accoglierla e onorarne il messaggio: Piazza Martiri della Resistenza. Lì, essa potrebbe assolvere al suo doppio ruolo: luogo di sosta e monito permanente contro la violenza sulle donne; un simbolo di resistenza civile in dialogo con la storia che quella piazza già racchiude.
Sto per intraprendere un viaggio simbolico dal costo non irrilevante.
Ma se ci fosse ancora uno spiraglio, una volontà concreta di accogliere questo simbolo nella sua giusta collocazione pubblica, sarei pronto a fermarmi.
Il viaggio verso Roma è pianificato. Ma il posto del cuore di questa panchina è, e resta, qui.
Un caro saluto,
Mauro Carbonetta
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