Senza tempo
Stamattina sono tornato in uno degli ultimi posti in cui siamo stati insieme. Eri felice, perché nella nostra semplicità avevamo tutto. Oggi cerco i tuoi occhi, la tua espressione e la tua pace, ma le onde non accarezzano più, ora sembrano schiaffi di ricordi che il tempo non potrà mai cancellare. Mi chiedo perché sia dovuto accadere tutto questo.
Allora esco dall'acqua e ti cerco lungo il viale, domandandomi sottovoce dove sei, mentre intorno a me la gente cammina, sorride, va di fretta, parla e coccola il proprio cane. Torno sui miei passi e, con gli occhi pieni di lacrime, mi siedo su quella sedia da spiaggia che tu aprivi sempre con tanta pazienza, lasciandomi travolgere dalla tristezza.
Poco dopo incontro un amico che mi invita a pranzare insieme. La prima cosa che faccio è ordinare un bicchiere di vino per cercare di stordire questo dolore, ma il cameriere deve averlo allungato con la gazzosa, lasciandomi intatta tutta l'amarezza. Resto in silenzio per tutto il tempo e, non appena finiamo di mangiare, fuggo via perché la nostalgia diventa insopportabile, come se lasciando quel posto avessi abbandonato Tiziana da sola.
Più tardi mi abbandono a un dormiveglia che sa solo di mancanza, finché avverto il tocco improvviso e dolce dell'abbraccio di una bambina. Riapro gli occhi e all'orizzonte intravedo una barchetta in mezzo al mare che naviga lenta, proprio come questo mio tempo che ormai sembra non avere più alcun senso.