Vangelo secondo Matteo -capitolo Undicesimo-
Non è a caso che l'evangelista focalizzi proprio adesso l'attenzione su Giovanni Battista, dopo che i discepoli di Gesù hanno assistito alle numerose guarigioni narrate nei capitoli precedenti. Giovanni infatti, consapevole della fine imminente della propria missione, identificata da Cristo stesso con quella del profeta Elia, secondo le profezie di Isaia,- 40,3- e Malachia - 3,1, manda i propri discepoli ad interrogare Gesù per sapere se è lui il Messia, l'Atteso delle Genti, o bisogna aspettare un altro. Gesù li rassicura: "[5]I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,[6]". E poi rivolto alle folle tesse le lodi del Battista, un vero panegirico :" 1]In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista... [14]E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire." Giovanni aveva sentito parlare dei prodigi del Nazareno e la sua richiesta rivolta a Lui serviva a suggellare la sua predicazione e la garanzia di potergli affidare la schiera dei propri seguaci. L'apprezzamento dell'opera del Battista induce Gesù a riflettere sulla durezza dei cuori di molti contemporanei che, nonostante i miracoli e i prodigi compiuti, restano refrattari alla conversione. Si rivolge con sdegno alle città dove maggiormente si è manifestata la gloria di Dio: Corazin, Betsàida, Cafàrnao. E' una constatazione amara e inaccettabile. Che dono prezioso è la Fede! A distanza di oltre duemila anni il Signore tocca i cuori " beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».Gv 20,29. Ma la riflessione non si ferma. Gesù sa che la Fede è un dono che proviene dal Padre e prescinde dalla sapienza e dalla intelligenza umana [25]I..:" «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli". Però a quanti entrano a far parte del Suo gregge Gesù regala tutto: "[28]Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. [29]Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. [30]Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero".
Dante Scutti-continua-
>>per contatti con l'autore scrivere a: dantescutti_2025@virgilio.it
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