Vangelo Matteo 12: Gesù e i Farisei sul Sabato e il Segno di Giona - Tele Tiziana webtv

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Il capitolo 12 di Matteo: Gesù, il Sabato, i Farisei e il segno di Giona

Le istruzioni per la missione: fiducia nella Provvidenza
Di fronte alla crescente popolarità del Figlio di Dio i farisei intensificano le accuse con obiezioni sempre più incalzanti. Inveiscono contro di Lui per il mancato rispetto del Sabato, giorno in cui la legge ebraica obbliga tutti ad osservare i divieti imposti dalla tradizione mosaica. Gesù assolve i suoi discepoli che in tale giorno raccolgono spighe di grano e mangiano, come pure Se stesso, che guarisce di sabato all'interno di una sinagoga  un uomo dalla mano inaridita. Gesù, in quanto Dio, non trasgredisce il sabato, ma è padrone del sabato E' Lui il legislatore. Essi però non vedono e non accettano la Sua divinità. Sono le folle invece che di fronte all'ennesima guarigione di un malato cieco e muto lo approvano e si interrogano se non sia Costui il figlio di Davide, il messia. I farisei dichiarano apertamente che la sua è una taumaturgia di matrice demoniaca: scaccia i demoni in nome di Beelzebùl, il principe dei demoni. Nonostante  le avversità, il Nazareno nella Sua misericordia  si preoccupa del giudizio finale che verrà riservato ai suoi contestatori e li ammonisce:"[31]Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. [32]A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro." Dio sta parlando attraverso Suo Figlio; respingere la Sua Parola avrà conseguenze imperdonabili. Di qui, presi da una qualche leggera titubanza, si sentono indotti  ad esigere una sorta di certificazione.[38]Allora alcuni scribi e farisei lo interrogarono: «Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno». Ed egli rispose: [39]«Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta. [40]Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. [41]Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicare questa generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco, ora qui c'è più di Giona! [42]La regina del sud si leverà a giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco, ora qui c'è più di Salomone!" Il segno che Gesù darà sarà la Sua risurrezione, il terzo giorno dopo la Sua morte.
Dante Scutti
-continua-
>> Riassunto della diciannovesima puntata <<
>>per contatti con l'autore scrivere a:  dantescutti_2025@virgilio.it
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