Il Discorso Parabolico: le Parabole del Regno dei Cieli nel Vangelo di Matteo 13
Siamo giunti al terzo grande discorso di Gesù: il Discorso Parabolico. Gesù non spreca parole sul Regno dei Cieli per illustrare le verità celesti a chi non vuole aprire il cuore a Dio. Bisogna predisporre lo spirito all'ascolto, essere ben disposti e interessati, e non calpestare il Verbo di Dio. Si adempie ancora una volta una profezia di Isaia: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete.[15]Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchie non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. Mentre rivolto ai discepoli esclama"[16]Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. [17]In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono!" Parla quindi in parabole, tracciando esempi concreti e similitudini tratte dalla vita quotidiana. La parabola del Seminatore esprime i diversi gradi di accoglienza dell'annuncio evangelico, dalla sterilità del seme caduto lungo la strada alla fecondità di quello caduto nella terra buona; ci sono differenti livelli di accoglienza. Lo stesso dicasi per la parabola della Zizzania, dove però l'esito della semina sarà verificato solo alla fine dei tempi, alla mietitura, quando verranno separati i buoni dai cattivi. Le parabole del Granello di Senape e del Lievito vogliono significare la progressiva diffusione del Regno di Dio destinato a crescere ed espandersi partendo da piccolissimi nuclei. Il Tesoro nascosto e la Perla preziosa sono altrettante rappresentazioni terrene del Regno dei Cieli che racchiudono la gioia della scoperta e la rinuncia ad ogni altra ricerca che potrà essere solo idolatrica. Infine la parabola della Rete: "[47]Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. [48]Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. [49]Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni [50]e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti." Il capitolo termina con la figura dello scriba che, in quanto discepolo del Cristo, unisce la conoscenza dell'Antico Testamento con la nuova dottrina di Gesù :[51]Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». [52]Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Dante Scutti
-continua-
>>per contatti con l'autore scrivere a: dantescutti_2025@virgilio.it
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