Vangelo di Matteo 9 – Commento e riflessione cattolica
Il capitolo nono si apre con un altro grande miracolo compiuto da Gesù che necessita di una riflessione particolare: la guarigione di un paralitico. Gesù nel vederlo esclama «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Questa esclamazione provoca in alcuni astanti un senso di malcelato stupore che si ripeterà anche in altre circostanze analoghe e che il Maestro non esita a smascherare : «Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? [5]Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? [6]Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua». [7]Ed egli si alzò e andò a casa sua>>. Gesù vuole la salvezza degli uomini attraverso la Fede; le guarigioni miracolose possono avverarsi solo se accompagnate dalla purificazione spirituale. L'antica teologia ebraica riteneva il peccato la causa principale della malattia e di ogni sciagura, anche se ci sono esempi, quale Il Libro di Giobbe per citarne uno, in cui questa visione si estende fino a comprendere una causalità tutt'altro che univoca. Con il cristianesimo il Dio della misericordia, che fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, cancella questo principio di causalità, peccato-castigo, e accoglie il ravvedimento quale motivo di riscatto. Il peccato però è sempre un'offesa a Dio e ha bisogno del perdono. Il Padre può darci delle prove a volte anche dure per irrobustirci nella fede. Poi l'evangelista interpone fra i miracoli la stessa sua chiamata<< [9]Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì>>. Descrive altresì Gesù a mensa insieme con i pubblicani e i peccatori che sono i fratelli prediletti in quanto i più bisognosi di misericordia, e la discussione sul digiuno, dove richiama l'attenzione di tutti alla Sua presenza [16]Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. [17]Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano»: è tempo di adeguare la vita spirituale aila Sua venuta: vino nuovo e pezzo di stoffa nuova, rispetto all'Antico Testamento che equivale agli otri vecchi e vestito vecchio.
Dante Scutti-continua-
>>per contatti con l'autore scrivere a: dantescutti_2025@virgilio.it
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